Oggi pensavo alla noia di questa campagna elettorale. sembra di essere in un enorme pollaio dove tutti starnazzano a più non posso. "Il mio partito ha fatto..., il Governo ha fatto... Io sono meglio di te... Tu porterai il paese alla rovina..."
Ma che palle! Ma che superba noia! Ci vengono a dire che vita facciamo, quali sono le nostre difficoltà o le nostre conquiste. Ci vengono a dire cosa dobbiamo fare o pensare, come se gli Italiani fossero un grande popolo di idioti che hanno la necessità di farsi condurre per mano...
Come se le parole avessero il potere di cambiare i fatti e cioè che un gran numero di gente sta sempre peggio, che non abbiamo più illusioni nè speranze. Ci dicono che ci inganniamo perchè non stiamo poi così male, perchè abbiamo cinque telefonini procapite.
E certo non sta male il mio avvocato che ha aumentato la sua parcella del cento per cento, e neanche forse il mio idraulico che mi fa pagare trenta euro quello che prima pagavo trentamila lire. ebbene loro non stanno male. Diciamocelo una buona volta.
A lamentarsi sono sempre gli stessi , quei poveri fessi che si fanno il mazzo a lavorare in una fabbrica o in un ufficio per uno stipendio da fame e pagando fino all'ultima lira di tasse, oppure il precario che vive ancora con mamma e papà e non sa cosa farà fra due mesi, o ancora il pensionato che va avanti a pane e latte con la pensione da fame che ha. u ancora il disoccupato che ha smesso di sperare di trovarlo un lavoro. Tutti stipendiati dalla sinistra per fare bassa demagogia e diffondere il disfattismo.
Del resto in Italia i Comunisti sono dappertutto, nei giornali di Berlusconi, nella Magistratura, in Confindustria. I comunisti sono come il bau bau che ci meteva paura da bambini e capace che si nascondeva sotto il letto per non farci dormire.
Du palle! Lo voglio dire a voce forte che noia ragazzi! Tutte queste chiacchiere inutili, polemiche da quattro soldi, a me personalmente cosa mi portano?
Andrò a votare non perchè mi abbiano convinto, non perchè sono ottimista, ma solo per non sentirli più starnazzare da una parte e dall'altra. Che succeda quel che deve succedere.